Visitare Cittadella

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Il medioevo a pochi passi da Padova

Cittadella è uno degli esempi più affascinanti di architettura e urbanistica medievale, a pochi chilometri da importanti centri storici come Treviso, Vicenza e Padova.

La sua cinta muraria, una delle poche ancora percorribili sul suo integro camminamento di ronda, si snoda su un percorso ellittico di 1461 metri intervallato da 20 torri e 16 torresini.

Le straordinarie mura di Cittadella sono legate al motivo stesso della sua fondazione: i padovani, preoccupati per le mire espansionistiche dei comuni confinanti, fecero progettare a Benvenuto da Carturo questa prima linea difensiva sul torrente Muson nel 1220, sulla riva di fronte all’avamposto militare trevigiano di Castelfranco.

Con la pace e la stabilità politica portate dal passaggio alla dominazione veneziana nel  1406, Cittadella passò da avamposto militare a centro commerciale e amministrativo, divenendo punto di riferimento sull’ampia zona rurale che la circondava, avvicinandosi all’immagine che abbiamo tuttora della città.

Le quattro porte (Porta Padovana, Porta Vicentina, Porta Bassanese e Porta Trevisana), ai quattro punti cardinali, sono idealmente unite da due traverse che suddividono lo spazio interno alle mura in quartieri, a loro volta frazionati a scacchiera da una fitta rete di stradelle.

Chi si reca a Cittadella non può farsi mancare una visita al Duomo, con una ricca pinacoteca in sagrestia e un singolare museo di arte sacra nella torre campanaria, contenente un’eterogenea collezione di oggetti liturgici, dagli apparati d’altare alle iscrizioni.

Il Teatro Sociale, di fronte a Porta Vicentina, invece è sosta obbligata per gli amanti del neoclassico e per chiunque si perda nell’immortale fascino del teatro. Gli affreschi floreali nella sala sono stati realizzati da Francesco Bagnara, lo stesso autore delle decorazioni del teatro “La Fenice” di Venezia.

La Torre di Malta, costruita nel 1251 dal famigerato Ezzelino III da Romano come prigione, ha una storia di crudeli atrocità, tanto da essere nominato da Dante stesso nella Divina Commedia. Le sue ampie camere, fortunatamente, sono state convertite ora nel Museo Civico Archeologico, con reperti trovati nel territorio che vanno dall’età del Bronzo al Rinascimento.